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	<title>Libera Radio</title>
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	<description>Voci contro le mafie</description>
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		<title>Libera Reggio Emilia: &#8220;Respingiamo le accuse delle famiglie Muto, Strangio e Lio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache dai territori]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Coordinamento Libera Reggio Emilia non vuole far calare il silenzio sulle gravissime accuse che sono state lanciate da alcuni esponenti delle famiglie Muto, Strangio e Lio ieri sera in un’intervista mandata in onda da Piazza Pulita su La7. Così ha diffuso oggi un comunicato dove afferma che &#8220;questi signori sostengono che la mafia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento Libera Reggio Emilia non vuole far calare il silenzio sulle <strong>gravissime accuse</strong> che sono state lanciate da alcuni esponenti delle famiglie <strong>Muto</strong>, <strong>Strangio </strong>e <strong>Lio </strong>ieri sera in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=q03PEPXbZRo" target="_blank">un’intervista mandata in onda</a> da <strong>Piazza Pulita</strong> su La7.<br />
Così ha diffuso oggi un comunicato dove afferma che &#8220;questi signori sostengono che la mafia è a <strong>Reggio Emilia</strong> e sono mafiose le persone che li accusano, con chiari riferimenti al Presidente della Camera di Commercio, <strong>Enrico Bini</strong>, che viene anche incolpato di essere razzista. Ribadiamo ancora una volta con forza che il Presidente Bini <strong>ha tutto il nostro appoggio</strong> e che nessuno qui è razzista. Non volere la ndrangheta non vuol dire non volere i calabresi. Noi almeno consideriamo le due cose ben distinte, mentre ci pare che siano le stesse persone che lanciano le accuse, ad associare con troppa facilità i calabresi con l’organizzazione criminale. Continueremo a fare ciò che serve perché non vogliamo né ndrangheta né altre organizzazioni criminali nel nostro territorio e continueremo a sostenere persone come il Presidente Bini o la Prefetto De Miro che facendo seriamente il proprio lavoro <strong>difendono il nostro territorio</strong> dalle presenze mafiose. Invitiamo tutte le Istituzioni, i Sindaci e le organizzazioni del mondo cooperativo a <strong>respingere le accuse </strong>lanciate da questi signori nei confronti del territorio reggiano e delle nostre comunità&#8221;.</p>
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		<title>A Bergamo, &#8220;Sulle tracce di Paolo Borsellino e del pool antimafia di Palermo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un incontro sulle tracce della memoria e nell&#8217;anno del ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio, quello che si svolgerà il 24 gennaio a Bergamo organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera e dalle Agende Rosse della città lombarda. All&#8217;evento saranno presenti Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 e fondatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro sulle <strong>tracce della memoria</strong> e nell&#8217;anno del ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio, quello che si svolgerà il 24 gennaio a <strong>Bergamo </strong>organizzato dal <strong>Coordinamento provinciale di Libera</strong> e dalle <strong>Agende Rosse</strong> della città lombarda. All&#8217;evento saranno presenti <strong>Salvatore Borsellino</strong>, fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 e fondatore del Movimento delle Agende Rosse, e <strong>Pippo Giordano</strong>, ispettore di polizia in pensione e membro della Dia di Palermo negli anni più caldi delle guerre e dello stragismo di Cosa Nostra.</p>
<p>Libera Radio ha presentato nei giorni scorsi l&#8217;appuntamento, ascoltando le motivazioni di questa iniziativa dalla voce di <strong>Rocco Artifoni</strong>, del Coordinamento Libera di Bergamo, che ha proposto anche un&#8217;analisi dell&#8217;attuale contesto di crisi di legalità del territorio bergamasco.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/rocco_artifoni_sito.mp3">ascolta</a></p>
<p>Pippo Giordano fu uno stretto collaboratore di Giovanni Falcone e, più episodicamente, di Paolo Borsellino. Prese parte agli <strong>ultimi interrogatori</strong> di quest&#8217;ultimo del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, soprattutto a quello che si tenne venerdì 17 luglio 1992, due giorni prima della strage di via D’Amelio. Quel giorno, racconta Giordano, &#8220;Paolo Borsellino, stringendomi la mano e con un abbraccio, mi diede appuntamento per il lunedi successivo. Avevamo terminato l’ interrogatorio del pentito di Cosa Nostra, Gaspare Mutolo: interrogatorio importantissimo e per certi versi <strong>drammatico </strong>perché gli argomenti in trattazione lo erano&#8221;. In questa intervista, Giordano propone <strong>riflessioni </strong>sulla morte del giudice Borsellino, sui cambiamenti dei <strong>contesti istituzionali e pubblici</strong> rispetto ai fenomeni di mafia, sulla necessità di <strong>coltivare</strong> la memoria. Con grande <strong>orgoglio </strong>e con l&#8217;amarezza di un <strong>partigiano </strong>che ha visto infrangersi molti dei sogni coltivati attraverso la sua lotta alla criminalità mafiosa, Giordano ricorda i <strong>compagni caduti</strong> in una guerra che troppo pochi oggi ricordano.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/pippo_giordano_sito.mp3">ascolta</a></p>
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		<title>Bologna. Gli studenti medi fondano un nuovo presidio di Libera</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà ufficializzato il 25 gennaio il nuovo presidio di Libera a Bologna, che vede protagonisti gli studenti medi del capoluogo emiliano. Intitolato a &#8220;Mauro Rostagno&#8221; il Presidio studentesco vedrà il suo battesimo alle 16,30 presso l&#8217;Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Alma Mater. All&#8217;incontro parteciperanno Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera, e Daniele Borghi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà ufficializzato il 25 gennaio il nuovo <strong>presidio di Libera</strong> a Bologna, che vede protagonisti gli <strong>studenti medi</strong> del capoluogo emiliano. Intitolato a &#8220;<em><strong>Mauro Rostagno</strong></em>&#8221; il Presidio studentesco vedrà il suo battesimo alle 16,30 presso l&#8217;Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Alma Mater. All&#8217;incontro parteciperanno <strong>Nando Dalla Chiesa</strong>, presidente onorario di Libera, e <strong>Daniele Borghi</strong>, referente di Libera Emilia-Romagna.</p>
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		<title>Mafie in Emilia-Romagna? Per Maccaferri non esistono. L’assessore Monti insorge</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo il presidente regionale di Confindustria Gaetano Maccaferri in Emilia Romagna la mafia non esiste. La singolare dichiarazione è riportata nell’inchiesta de l’Espresso “Emilia Nostra” dedicata proprio alle infiltrazioni mafiose nel  territorio a nella regione. L’assessore alla Legalità del Comune di Bologna, Nadia Monti, si dice “perplessa” dall’uscita di Maccaferri e chiede, sul suo profilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il presidente regionale di Confindustria<strong> Gaetano Maccaferri</strong> in Emilia Romagna <strong>la mafia non esiste</strong>. La singolare dichiarazione è riportata nell’inchiesta de l’Espresso “<em><strong>Emilia Nostra</strong></em>” dedicata proprio alle <strong>infiltrazioni </strong>mafiose nel  territorio a nella regione. L’<strong>assessore </strong>alla <strong>Legalità </strong>del Comune di Bologna,<strong> Nadia Monti</strong>, si dice “perplessa” dall’uscita di Maccaferri e chiede, sul suo profilo facebook, una <strong>rettifica</strong>. Ascolta l&#8217;intervista.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/Nadia Monti su Maccaferri.mp3">ascolta</a></p>
<p>Il presidente Maccaferri non ha<strong> voluto replicare</strong> ma da Confindustria regionale sottolineano come, durante le riunioni associative, non si sia <strong>mai affrontato il tema</strong>.  Dallo staff di Maccaferri ricordano che gli imprenditori sono molto  attivi nei propri territori provinciali nel contrasto alle mafie. Come a  Modena dove il presidente di Confindustria <strong>Pietro Ferrari</strong>, esprimendo solidarietà al cronista<strong> Giovanni Tizian</strong>,  ha detto che “stroncare ogni forma di contiguità tra le imprese e le  organizzazioni mafiose è una priorità” per l’organizzazione da lui  guidata.</p>
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		<title>Contrastare le infiltrazioni mafiose. Calzolari &#8220;Chi non sta alle regole è fuori&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 19 gennaio si è svolto a Bologna il secondo seminario formativo di Legacoop Bologna sui temi del contrasto alle infiltrazioni mafiose. “La responsabilità delle imprese e delle Istituzioni nei rispettivi ruoli. Esempi di buone pratiche” è stato il titolo dell&#8217;incontro, che ha visto la partecipazione degli Assessori alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 gennaio si è svolto a Bologna il secondo seminario formativo di <strong>Legacoop Bologna </strong>sui temi del contrasto alle <strong>infiltrazioni mafiose</strong>.<br />
“<strong>La  responsabilità delle imprese e delle Istituzioni nei rispettivi ruoli.  Esempi di buone pratiche”</strong> è stato il titolo dell&#8217;incontro, che ha visto la partecipazione degli Assessori alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna <strong>Gian Carlo Muzzarelli</strong> e alla Legalità del Comune di Bologna <strong>Nadia Monti</strong>, dell’avvocato <strong>Pier Luigi Morara, </strong>e del vice Prefetto <strong>Andrea Gambassi </strong>che ha seguito la stesura dei protocolli di legalità con la Regione.</p>
<p>Così il presidente di Legacoop, <strong>Giampiero Calzolari</strong>, sintetizza le finalità dell&#8217;incontro e gli strumentidelle imprese per contrastare la <strong>concorrenza sleale</strong> e l&#8217;<strong>illegalità</strong> nel sistema produttivo del territorio regionale. Dal codice etico dell&#8217;associazione di categoria arrivano anche <strong>elementi sanzionatori</strong>: &#8220;le imprese che non rispettano le regole <em><strong>sono </strong><strong>fuori</strong></em>&#8221; ha detto Calzolari.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/calzolari.MP3">ascolta</a></p>
<p>Durante l&#8217;incontro, l&#8217;assessore Muzzarelli ha anticipato un <strong>progetto di legge</strong> della Regione Emilia-Romagna che sarà discusso a marzo e punta a regolamentare e prevenire situazioni di irregolarità e infiltrazioni nei settori della <strong>logistica</strong>, del <strong>trasporto </strong>e del <strong>facchinaggio</strong>.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/muzzarelli.MP3">ascolta</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Un fatto umano&#8221;, storia a fumetti del pool antimafia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 15:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro a fumetti ambizioso, un lavoro di rigorosa ricerca documentale, realizzato dal torinese Manfredi Giffone, autore del testo e da due disegnatori genovesi, Alessandro Parodi e Fabrizio Longo. Al centro del racconto di “Un fatto umano”, edito da Einaudi nel ventennale della morte di Falcone e Borsellino, la storia del pool antimafia e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro a fumetti ambizioso, un lavoro di <strong>rigorosa ricerca documentale</strong>, realizzato dal torinese <strong>Manfredi Giffone</strong>, autore del testo e da due disegnatori genovesi, <strong>Alessandro Parodi</strong> e <strong>Fabrizio Longo</strong>. Al centro del racconto di “<em><strong>Un fatto umano</strong></em>”, edito da <strong>Einaudi </strong>nel ventennale della morte di Falcone e Borsellino, la<strong> storia del pool antimafia</strong> e della lotta che un gruppo di uomini coraggiosi intraprese per contrastare quella che &#8211; fra gli anni Settanta e l’inizio dei Novanta &#8211; è diventata l’organizzazione criminale più potente al mondo.<br />
“La mafia non è invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una fine”, questo il celebre auspicio di Giovanni Falcone, da cui prende le mosse un’opera che vuole essere <strong>testimonianza</strong>:  è partendo dalla conoscenza di quegli anni che possiamo comprendere l’Italia in cui viviamo oggi.<br />
<a href="http://liberaradio.rcdc.it/wp-content/uploads/fattoumano_t.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1573" title="fattoumano_t" src="http://liberaradio.rcdc.it/wp-content/uploads/fattoumano_t.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a><br />
In appena 14 anni trame oscure, inchieste giudiziarie e scandali, dal caso Moro, alla vicenda Sindona alla Loggia P2, fino alle stragi di Capaci e via d’Amelio, stravolgono gli assetti politici del paese.<br />
E nel bel mezzo degli anni più bui della Prima Repubblica anche il fenomeno mafioso si trasforma “da movimento circoscritto e si espande e sconfina”, spiegano gli autori. Palermo vive l’ascesa dei Corleonesi di Totò Riina che scatena una guerra intestina e nello stesso tempo lancia un assalto frontale allo Stato.</p>
<p>La parte di documentazione è stata curata dallo sceneggiatore, Manfredi Giffone. Ha consultato le <strong>sentenze </strong>di <strong>numerosi processi</strong> di mafia tra cui il primo maxi processo di Palermo. Nel libro non è presente nessun fatto che non sia rintracciabile in <strong>atti giudiziari</strong>, processi, articoli di giornale, libri. In particolare, continuano gli autori, &#8220;per il nostro lavoro di disegnatori abbiamo esaminato nel dettaglio centinaia di fotografie, reperti della polizia scientifica, ore ed ore di filmati, <strong>documenti originali</strong>. Siamo davvero orgogliosi di aver ottenuto il patrocinio della Fondazione Progetto Legalità, un’associazione di magistrati, di cui fa parte anche il Pm Antonio Ingroia, che porta avanti iniziative educative rivolte alle scuole”.</p>
<p>Ascolta l&#8217;intervista di Libera Radio a Manfredi Giffone.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/manfredi giffone_sito.mp3">ascolta</a></p>
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		<title>&#8220;La speranza non è in vendita&#8221;. Don Ciotti presenta il suo libro a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Don Luigi Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Unipolis]]></category>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Unipolis e librerie.coop presentano il 16 gennaio a Bologna l&#8217;ultimo libro di don Luigi Ciotti, &#8220;La speranza non è in vendita&#8220;. L&#8217;incontro si terrà alle 17,30 presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio, in Piazza Galvani 1. “Finché c&#8217;è vita c&#8217;è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fondazione Unipolis</strong> e <strong>librerie.coop</strong> presentano il 16 gennaio a Bologna l&#8217;ultimo libro di <strong>don Luigi Ciotti</strong>, &#8220;<em><strong>La speranza non è in vendita</strong></em>&#8220;. L&#8217;incontro si terrà alle 17,30 presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio, in Piazza Galvani 1.</p>
<p>“<em>Finché c&#8217;è vita c&#8217;è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla</em>”. Così scrive don Luigi Ciotti nell’introduzione al suo ultimo libro. Durante l’incontro dialogheranno con l’autore, fondatore del Gruppo Abele e presidente di <strong>Libera</strong>, il sindaco di Bologna, <strong>Virginio Merola</strong>, Andrea Canevaro e Stefania Pellegrini, entrambi docenti dell’ateneo bolognese.<br />
Coordina il giornalista Michele Smargiassi.</p>
<p>“La speranza non è in vendita”, edito da <strong>Giunti </strong>e <strong>Gruppo Abele</strong>, è un invito all’<strong>impegno sociale</strong> in un momento storico in cui disillusione e indifferenza convivono con forti ingiustizie. Nelle pagine del libro, don Ciotti ripercorre il suo lavoro a fianco degli ultimi che dura da quarantacinque anni e si è concretizzato, fra le altre cose, nella fondazione di Libera &#8211; Associazioni nomi e numeri contro le mafie e del Gruppo Abele. Dalla forza della sua esperienza, nasce un invito a passare dalla semplice indignazione contro le ingiustizie a nuove forme di impegno attivo all’insegna della <strong>corresponsabilità</strong>, della continuità e della condivisione.</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Finché c&#8217;è vita c&#8217;è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla”. Così scrive </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>don Luigi Ciotti</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> nell’introduzione al suo ultimo libro, </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>“La speranza non è in vendita</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">”, che sarà presentato </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>lunedì 16 gennaio a Bologna</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. Durante l’incontro, promosso da </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Fondazione Unipolis</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>librerie.coop</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, dialogheranno con l’autore, fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera, il sindaco di Bologna </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Virginio Merola</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Andrea Canevaro</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Stefania Pellegrini</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, entrambi docenti dell’ateneo bolognese. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L’iniziativa, coordinata dal giornalista </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Michele Smargiassi</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, è in programma alle </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>ore 17.30 presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca Archiginnasio</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, in Piazza Galvani 1. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>La speranza non è in vendita”</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, edito da Giunti e Gruppo Abele, è un invito all’impegno sociale in un momento storico in cui disillusione e indifferenza convivono con forti ingiustizie. Nelle pagine del libro, don Ciotti ripercorre il suo lavoro a fianco degli ultimi che dura da quarantacinque anni e si è concretizzato, fra le altre cose, nella fondazione di </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Libera &#8211; Associazioni nomi e numeri contro le mafie </strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">e del </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Gruppo Abele</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. Dalla forza della sua esperienza, nasce un invito a passare dalla semplice indignazione contro le ingiustizie a nuove forme di impegno attivo all’insegna della corresponsabilità, della continuità e della condivisione. </span></span></p>
</div>
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		<title>Solidarietà a Giovanni Tizian da Libera Emilia-Romagna</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Onda "Libera E-R"]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Tizian]]></category>
		<category><![CDATA[Libera Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Libera Emilia Romagna vuole manifestare tutta la propria solidarietà e vicinanza a Giovanni Tizian, giornalista e autore del libro &#8220;Gotica. &#8216;Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea&#8220;, da alcuni giorni sotto scorta per minacce mafiose riconducibili al suo lavoro. Giovanni abita e lavora a Modena, ed è in questo territorio che il suo lavoro, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><strong>Libera Emilia Romagna</strong> vuole manifestare tutta la propria solidarietà e vicinanza a <strong>Giovanni Tizian</strong>, giornalista e autore del libro &#8220;<strong><em>Gotica. &#8216;Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea</em></strong>&#8220;, da alcuni giorni sotto scorta per minacce mafiose riconducibili al suo lavoro. Giovanni abita e lavora a Modena, ed è in questo territorio che il suo lavoro, che è quello di informare, di far sapere, di cercare e diffondere la verità, ha infastidito e stuzzicato qualche <strong>vile mafioso</strong> fino al punto da indurre lo Stato a proteggerlo. Tutto questo avviene in Emilia non in sud Italia. Giovanni è un <strong>giornalista precario</strong> di quelli che vanno avanti a contratti di collaborazione, quando va bene, e probabilmente la verità che così tanto urta la mafia, gli è stata pagata 4 euro, la tariffa per un articolo. Ecco, Tizian rischia la vita per 4 euro o poco più, mentre i mafiosi, protetti dall&#8217;indifferenza dei più, fanno affari per <strong>150 miliardi di euro l&#8217;anno</strong> e continuano, rafforzandola giorno dopo giorno, la loro arrogante e spregiudicata conquista dei territori del Nord, <strong>colonizzando </strong>a volte anche le coscienze. Giovanni Tizian ha una storia personale e familiare che non si può e non si deve dimenticare: è arrivato a Modena a 12 anni, costretto a lasciare la Calabria, dove è nato, con quel che restava della sua famiglia, dopo l&#8217;incendio che ha distrutto la fabbrica del nonno e, a seguire, l&#8217;assassinio, per mano della &#8216;ndrangheta, di suo padre, <strong>Giuseppe Tizian</strong>, funzionario del MPS a Locri. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Oggi scrive su Gazzetta di Modena, Narcomafie, Linkiesta, e altre testate giornalistiche. Racconta verità scomode e notizie che qualcuno preferirebbe velare. Siamo molto vicini a Giovanni che più volte abbiamo incontrato, nelle provincie della nosta Regione, in occasione della presentazione dei suoi dossiers di denuncia sulla presenza mafiosa nelle regioni del nord. Solo poche settimane fa, il 17 di Dicembre  scorso, nella sala polivalente della Regione, a Bologna, abbiamo avuto il piacere di incontrarlo ed ascoltarlo mentre presentava il suo recentissimo libro “Gotica”.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Noi <strong>stiamo con lui</strong> perché crediamo sia giusto, tutt’insieme, cercare di costruire una società più giusta  e libera. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Noi, associazioni e persone di Libera Emilia Romagna siamo al suo fianco, c&#8217;impegneremo perchè tanti altri lo siano, in questo momento complicato della sua vita e della sua carriera e c’impegneremo ancor di più perche i suoi dossiers ed il suo libro vengano conosciuti dal maggior numero di persone.</span></p>
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		<title>Bologna e Pollica &#8220;gemellate&#8221; per ricordare. La diretta di Libera Radio e un film su Angelo Vassallo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura della legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Un giornata per ricordare Angelo Vassallo e dare continuità all&#8217;opera del &#8220;sindaco pescatore&#8220;, ucciso nel settembre 2010 in un agguato mafioso. Bologna, &#8220;gemellata&#8221; con Pollica - la città del Cilento di cui Vassallo era sindaco &#8211; ha accolto il fratello Dario per una giornata fatta di incontri e proiezioni, mentre il Mercato della Terra ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giornata per ricordare <strong>Angelo Vassallo</strong> e dare continuità all&#8217;opera del &#8220;<strong>sindaco pescatore</strong>&#8220;, ucciso nel settembre 2010 in un agguato mafioso. Bologna, &#8220;gemellata&#8221; con <strong>Pollica </strong>- la città del Cilento di cui Vassallo era sindaco &#8211; ha accolto il fratello <strong>Dario </strong>per una giornata fatta di incontri e proiezioni, mentre il <strong>Mercato della Terra</strong> ha riaperto per l&#8217;occasione ospitando i <strong>presidi Slow Food del Cilento</strong>. &#8220;Sara&#8217; un&#8217;occasione importante per uscire dalla condizione di shock in cui Pollica è entrata dopo l&#8217;uccisione di Angelo: aprire canali con l&#8217;esterno è fondamentale&#8221;, ha spiegato alla vigilia dell&#8217;evento la <strong>Fondazione Vassallo</strong>, nata subito dopo la morte del sindaco. Non si tratta solo di ricordare la figura di Vassallo, &#8220;ma di portare avanti la sua opera, il modello di sviluppo economico basato sulla sostenibilità che nel Cilento ha creato ricchezza e lavoro&#8221;, racconta <strong>Raffaele Timpano</strong> del <strong>Circolo Danilo Dolci</strong>, fra gli organizzatori della giornata. Vassallo era infatti vicepresidente delle &#8220;Città Slow&#8221;, la rete legata a Slow Food: <strong>ambiente </strong>e <strong>sostenibilità </strong>erano dunque parole chiave nella sua attività politica. Si è ripartiti proprio da qui, con la riapertura del Mercato della Terra (dalle 9 alle 14 nel cortile della Cineteca) che per l&#8217;occasione ha ospitato tre presidi slowdel Cilento: le alici di Menaica, il carciofo bianco di Pertosa e il fagiolo di Controne. &#8220;Sono prodotti-simbolo per la nostra associazione&#8221;, dice <strong>Giorgio Pirazzoli</strong>, direttore del Mercato e presidente di Slow Food Bologna.<br />
La giornata è proseguita alle 11.30, con Dario Vassallo ospite di una puntata speciale di Libera Radio che ha proposto anche un collegamento col Mercato della Terra. Alle 16.30 in Cineteca si è svolta la proiezione di &#8220;Al di là del mare&#8221;, il documentario di <strong>Luca Pagliari</strong> sulla vita di Angelo Vassallo. A seguire, l&#8217;incontro con Dario Vassallo, il sindaco di Bologna, <strong>Virginio Merola</strong>, la vicepresidente della regione Emilia-Romagna, <strong>Simonetta Saliera</strong>, il sindaco di Pollica, <strong>Stefano Pisani</strong>, il sindaco di San Mauro Cilento, <strong>Giuseppe Cilento</strong>, oltre ad <strong>Amilcare Troiano</strong>, presidente del Parco nazionale del Cilento, e <strong>Adriano Turrini</strong>, presidente di Coop Adriatica. La giornata si è chiusa alle 18 con un aperitivo a base di prodotti cilentani organizzato da Slow Food Cilento.<br />
L&#8217;iniziativa, organizzata dalla Fondazione Angelo Vassallo e dal Circolo Danilo Dolci, ha ricevuto il patrocinio di comune e provincia di Bologna e Regione Emilia-Romagna.</p>
<p>Qui di seguito l&#8217;intera <strong>diretta radiofonica</strong> di Libera Radio, durante la quale Dario Vassallo ha commentato anche il <strong>44° anniversario</strong> del <strong>terremoto del Belice</strong> (15 gennaio 1968) e la recente vicenda accaduta al giornalista <strong>Giovanni Tizian</strong>, a cui è stata assegnata una scorta armata per la sua incolumità personale. Durante la trasmissione si sono riascoltati anche <strong>brani</strong> delle registrazioni mandate in onda su <strong>Radio Libera Partinico</strong> da <strong>Danilo Dolci</strong> il 25 marzo 1970, per attirare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica sulla tragedia dei terremotati siciliani.</p>
<p><a href="http://download.coopvoli.it/LIberaradio/diretta14gen_vassallo_sito.mp3">ascolta </a></p>
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		<title>Il giornalista Giovanni Tizian è sotto scorta</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lacche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalisti minacciati]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Tizian]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>

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		<description><![CDATA[Due agenti di scorta accompagnano da un paio di settimane Giovanni Tizian, collaboratore della “Gazzetta di Modena”, in tutti i suoi spostamenti. Non era mai successo in Emilia-Romagna. Difficile dire quale delle sue inchieste giornalistiche abbia dato più fastidio alla criminalità organizzata. Tizian, che ha 29 anni, ha aggiornato con un lavoro rigoroso la mappa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due <strong>agenti di scorta</strong> accompagnano da un paio di settimane <strong>Giovanni Tizian</strong>, collaboratore della “Gazzetta di Modena”, in tutti i suoi spostamenti. Non era mai successo in <strong>Emilia-Romagna</strong>. Difficile dire quale delle sue <strong>inchieste </strong>giornalistiche abbia dato più fastidio alla criminalità organizzata. Tizian, che ha 29 anni, ha aggiornato con un lavoro rigoroso la mappa delle presenze e del radicamento dei clan mafiosi in Emilia Romagna e in generale del centro-nord Italia, gli <strong>intrecci</strong> con la politica, con l’economia, con le professioni.  Le inchieste di Tizian sono di recente confluite in un libro rigoroso e documentato, <a href="../archives/gotica-%E2%80%99ndrangheta-mafia-e-camorra-oltrepassano-la-linea/" target="_blank">Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea</a>.<br />
La sua famiglia si era trasferita a Modena nel 1994, dopo l’omicidio del padre Peppe Tizian vigliaccamente assassinato dalla &#8216;ndrangheta a Bovalino, nella Locride, e a Modena nel 2006 ha iniziato a fare il giornalista.<br />
Nonostante il suo impegno professionale e civile, Giovanni Tizian è ancora un <strong>giornalista precario</strong>, senza  alcuna tutela.<br />
Da poco più di un mese ha accettato l&#8217;incarico di <strong>direttore</strong> di Libera Radio, con un entusiasmo e una generosità di cui gli siamo grati e che ci inorgoglisce. L&#8217;associazione <a href="http://associazionedasud.blogspot.com/" target="_blank"><strong>daSud</strong></a> ha promosso subito la campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian”, per creare intorno al cronista un grande movimento di scorta civile e popolare. Per aderire inviare una mail a iogiovannitizian@dasud.</p>
<p>Nell&#8217;intervista che segue, Giovanni Tizian esordisce raccontando come ha ricevuto la comunicazione dell&#8217;assegnazione di una scorta armata per la sua sicurezza personale, parlando poi delle sue <strong>inchieste</strong> e della sua situazione di giornalista <strong>precario</strong> e senza tutele.</p>
<p><a href="http://rcdc.it/audio/liberaradio/tizian_scorta_sito.mp3">ascolta</a></p>
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